El diablo

Lo so, lo so, avevo promesso di tornare a bloggare in inglese, ma sono davvero molto impegnato al lavoro e succede che o non scrivo nulla o lo faccio molto più velocemente nella mia lingua madre. Inoltre, l’argomento che voglio trattare è tipicamente italiano, visto che la stampa estera non se ne è, giustamente, preoccupata: si tratta della visita annullata del papa all’università La Sapienza di Roma. Quand’era programmata? Oggi? Domani? Non mi ricordo e poco importa. Sono talmente furibondo che a leggere l’editoriale di Ezio Mauro mi sono fatto male ai palmi da quanto stringevo i pugni per soffocare la rabbia.

Questo risultato, che sa di censura, di rifiuto del dialogo e del confronto, è inaccettabile per un Paese democratico e per tutti coloro che credono nella libertà delle idee e della loro espressione. È tanto più inaccettabile che avvenga in un’Università, anzi nella più importante Università pubblica d’Italia, il luogo della ricerca, del confronto culturale e del sapere, un luogo che di per sé non deve avere barriere né pregiudizi, visto che non predica la Verità ma la scienza e la conoscenza. È come se la Sapienza rinunciasse alla sua missione e ai suoi doveri, chiudendosi in un rifiuto che è insieme un gesto di intolleranza e di paura.

Il disagio espresso da alcuni studenti e dalla stragrande maggioranza dei professori di fisica della Sapienza sarebbe quindi un tentativo di censura? Un’occasione mancata di dialogo? In senso tout-court, il papa non è una figura che dialoga: è il rappresentante di un’organizzazione che si definisce cattolica, ovvero universale, all’interno della quale egli è infallibile. Non è nemmeno una persona che dialoga, questo papa: tutto il suo pontificato è caratterizzato da diktat nei quali si proclama la superiorità della sua religione, sulle altre e in particolare sui non credenti e a più riprese sulla ricerca scientifica. Gli scienziati sono per Benedetto XVI indegni di perseguire le loro ricerche se non sono animati dalla fede, sono addirittura indegni di affermare l’evoluzionismo se non all’interno del disegno intelligente. Ora, perchè invitare una simile persona all’apertura dell’anno accademico di un’università? Solo perchè è famoso e ha un numero infinito di leccaculo? Come la Turco che dice

Il papa offre una prova di pluralismo, di laicità e umiltà.

Che cosa offrirebbe il papa? Benedetto XVI è il nemico del pluralismo perchè è assolutamente convinto di esprimere la Verità, con la V maiuscola.

E allora perché invitare il Papa? Tutti i giorni, spesso più volte al giorno, la parola del Papa è diffusa da tutte le televisioni italiane con una assiduità che non conosce l’eguale nel mondo. E perché non invitarlo? Gli si fa carico di una frase?

Appunto, perchè invitarlo all’inaugurazione? Per sentirsi insultati? Ben hanno fatto i professori di fisica a ricordare che l’allora ancora vescovo Joseph Ratzinger definì giusto ed equo il processo a Galileo. Perchè quel che disse allora ancora anima il suo pontificato ora: gli scienziati devono passare attraverso l’approvazione vaticana. La scienza non è libera.
Caro Ezio, ho sempre letto volentieri i tuoi editoriali e capisco la tua preoccupazione, non è stata certo un’occasione felice, da nessuna delle parti. Ma sbagli se pensi che sia stata un’occasione mancata di dialogo: il papa avrebbe espresso il suo monologo e non avrebbe avuto contraddittorio. Non è un dialogo. Berlusconi, a confronto, è democratico (mi viene in mente lo spettacolo di Benigni sul V canto dell’Inferno lo scorso autunno). Mi infastidiscono i paragoni spicci, ma è proprio come invitare Ahmadinejad all’inaugurazione di un museo sull’olocausto.

Sbagliata l’occasione […]. L’inaugurazione è solo un momento di teatro […]. Si taglia un nastro, si pronunziano parole solenni e poi le autorità se ne vanno e tutto resta come prima: ospedali, strade, ponti e certo anche i promessi istituti di “alta” ricerca, che fioriscono in luoghi diversi a seconda del ministro di turno.

E di questa goliardia, di questo pressapochismo, noi… un attimo… voi italiani andate ancora fieri? È ancora una scusa per alzare le spalle e fregarsene? Ezio… ma tu voti Forza Italia?

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2 thoughts on “El diablo

  1. la questione, come spesso succede con la chiesa cattolica è spostata dalle tue -corrette, inattaccabili- affermazioni, spostata su un altro piano.

    Il cristiano è portato al martirio, l’ha come obiettivo, come fine ultimo. non è diverso dall’islam integralista. solo che cambiano i termini: “ecco vedete? mi attaccano solo perchè sono cristiano”. una sorta di sindrome di cristiano sbranato dai leoni nel colosseo, alla ribalta mediatica, alla ricerca di una platea che giorno dopo giorno sta perdendo.

    esiste un solo modo per “vincere” in questo genere di cose. papa ratzinger vuole andare alla sapienza a dire minchiate sulla scienza? lasciatelo fare, dire, brigare. e ignoratelo. sarà la condanna peggiore per lui, ci pensi? affrontare dei leoni che sono già sazi, con il pubblico che si annoia e che torna a chiedere i gladiatori (e le veline), che del vecchio che dice banalità ne ha le palle piene…

    ma, mi ripeto, tutto ciò che scrivi è formalmente corretto, concettualmente irreprensibile.

  2. Oh arry, fuck off!
    Così come bisogna distinguere islam e islam, bisogna anche fare distinguo tra cristiani e cristiani … ovvero la Chiesa è un’entità enorme e complessa, associare tutti a CLini e papa boys sarebbe sbagliato, ipocrita e fondamentalmente stupido.

    Having this said. Non voglio entrare nell’argomento, per me siamo ancora in “Seggio Vacante”.

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