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Interrail

In Travels on November 10, 2005 by Pino

Sono passati più di tre anni, ma il mio interrail dell’estate 2002 rimane una delle imprese di cui vado più fiero della mia vita.
Approfittando del fatto che ultimamente sono riuscito a digitalizzare la maggior parte delle foto (non è stato possibile per ora convertire quelle in bianco e nero) che ho fatto al tempo, mi appresto a scrivere un post a riguardo.
Chi è veramente interessato può continuare a leggere qui sotto🙂.

L’interrail che ho organizzato (a cui ho partecipato solo soletto) si è svolto nell’Europa Centrale e quello che segue si può definire un super riassunto dei miei spostamenti, delle esperienze che ho accumulato, delle città che ho visitato.

08.07.2002: Milano – Wien
Dopo essermi licenziato dalla FNAC dove avevo lavorato per quasi un anno raccogliendo i soldi per il viaggio (inizialmente dovevano servire ad altro scopo), senza però riuscire ad ottenere le ferie per effettuarlo😉, sono partito da Milano alla volta dell’Austria. Il piano era di arrivare a Verona, prendere l’IC da Roma per Monaco, scendere ad Innsbruck e raggiungere Vienna nella prima serata. Ovviamente i treni italiani hanno fatto il loro ritardo (gli unici in tutto il viaggio!), ho perso le coincidenze e sono arrivato a Vienna a mezzanotte.
Nei giorni seguenti ho potuto visitare tranquillamente la città: il Duomo, lo Schönbrunn, il Belvedere, l’Hofburg, ecc.

11.07.2002: Wien – Bratislava – Wien
Quasi subito però mi sono accordo che i cinque giorni pianificati per Vienna erano forse troppi e così ho iniziato a riprogrammare il viaggio e a organizzare la capitale austriaca come punto di partenza per gite fuori porta.
La prima di queste è stata nella vicinissima (ca. 50 Km) capitale slovacca. Così ho guadagnato il primo timbro sul passaporto😉 e mi sono immerso, forse troppo velocemente, nel clima dell’europa del patto di Varsavia. Ciò che mi ha accolto all’arrivo nella stazione centrale di Bratislava è stato un forte odore di carbone e smog. Poi il caos del traffico, il caldo e… l’impossibilità di decifrare in qualche modo le informazioni sui tabelloni delle partenze e arrivi dei treni. Ero talmente scombussolato che, dopo aver visitato velocemente la città, sono tornato in stazione un’ora prima del dovuto😀.
Alla fine Bratislava mi aveva lasciato un senso di schock, proabilmente perchè arrivavo dalla perfezione viennese. Solo quest’anno, rivisitandola, ne ho compreso la reale bellezza.

12.07.2002: Wien – Sopron – Győr – Wien
La seconda trasferta è stata in Ungheria. Sopron e Győr sono due carine città nelle transdanubia occidentale, molto vicine al confine austriaco.
Sopron, dopo la fine della seconda guerra mondiale, ha proprio indetto un referendum per decidere se entrare a far parte dell’Austria o dell’Ungheria. Proprio questa città ho trovato la più piacevole delle due.
Győr è abbastanza invasa da turisti ungheresi, un po’ senza motivo, perchè a me non è sembrata particolarmente sorprendente. Sopron invece è davvero un simpatico gioiellino😉.

13.07.2002: Wien – Budapest
Alla fine ho lasciato Vienna e mi sono stabilito a Budapest dove ho soggiornato per qualche giorno approfittandone anche qui per visitare la città e per fare gite nei dintorni.
Budapest è una città molto particolare. Purtroppo la lingua ungherese la rende un po’ ostile e i lavori di ristrutturazione non sono ancora terminati come a Praga. Per questo la sua vera bellezza è un po’ nascosta, ma forse più autentica e meno blasonata. Mi ricordo che il mio ostello stava vicino ad una strada importante che sfociava su un ponte sul Danubio, al di là del ponte c’era la collina di Buda che mi sembrava così imponente da farmi venire le vertigini. Non so bene come mi venisse questa sensazione, forse il ponte dava un certo slancio e un certo gigantismo a quello che gli stava alle spalle. La statua di Odino (almeno così mi sembrava) non aiutava certo a mettermi a mio agio😉. Il mese prossimo tornerò nella capitale ungherese: non vedo l’ora… quando ci sono stato durante l’interrail faceva un caldo così torrido che la visitavo solo al mattino presto e la sera tardi… L’ultimo giorno, poi, ho deciso di combattere (o assecondare) la calura recandomi in un bagno turco fondato durante l’occupazione ottomana. Meraviglioso.

16.07.2002: Budapest – Visegrád – (Štúrovo) – Esztergom – Budapest
Un must per ogni viaggio in Ungheria sembrerebbe essere una visita sull’ansa del Danubio. Fino al confine slovacco-ungherese, infatti, il Danubio scorre dalla sua sorgente verso est, poi, improvvisamente devia verso sud attraversando Budapest, raggiungendo i Balcani, la Romania e poi il Mar Nero. Poco più a nord di Budapest, quindi, il Danubio cambia il suo corso e sulle sue rive sorgono interessanti cittadine. Una di queste è Visegrád, con la sua ricca storia medievale, e poi Esztergom con la più grande cattedrale ungherese e capitale religiosa del paese. Raggiungere Esztergom non è stato facile… Da Visegrád dovevo prendere un treno per Štúrovo, in Slovacchia, e poi attraversare il Danubio con un battello e trovarmi ad Esztergom. Ciò che non sapevo era che la stazione di Štúrovo era ben lontana dal Danubio e che la via non era nè segnata nè abitata! A rendere tutto più facile è arrivato pure un acquazzone mentre io non avevo nemmeno mezzo ombrello😉. Alla fine, con un po’ di fortuna e grazie all’aiuto di qualche slovacco, sono riuscito a trovare la via per Esztergom e da lì per Budapest. Perdermi nella campagna slovacca è stata però la migliore esperienza della giornata😀.

18.07.2002: Budapest – Košice
Dopo la giornata di relax nel bagno turco Kiraly ho preso il treno per lasciare definitivamente l’Ungheria e iniziare seriamente a visitare la Slovacchia. La prima tappa è la seconda città più grande della repubblica: Košice. Difficilmente posso descrivere una città che mi è rimasta così tanto nel cuore come questa. Molto piccola e con un hinterland tipicamente sovietico, ha un centro storico davvero molto carino. La gente era gentilissima, simpatica e viva. Mi sono divertito un casino! Soprattutto a cercare di convalidare il biglietto del tram😉. Il biglietto era della consistenza della carta velina, l’ho inserito nella fessura giusta, ma non succedeva nulla. Nessun clac, nessun segno di vita dell’obliteratrice. Ho provato con un’altra, ma niente da fare. Alla fine ho capito che IO dovevo MANUALMENTE tirare la leva a mo’ di slot machine per la convalida😀.

19.07.2002: Košice – Spišský hrad – Spišská Kapitula – Košice
Anche Košice, visto che è visitabile in un pomeriggio, ha fatto da punto di partenza per una gita nella zona forse più interessante della Slovacchia orientale: lo Spiš. Patrimonio dell’UNESCO sono nella regione lo Spišský hrad e la cittadina di Spišská Kapitula. Il castello dello Spiš è davvero notevole per il suo aspetto così diroccato e fotogenico. Visitarlo è stato molto piacevole e ne ho approfittato per farmi fare una foto con un’aquila e per partecipare ad un finto torneo cavalleresco. Mentre stavo visitando il castello sono anche stato raggiunto dalla telefonata del CEFRIEL che mi confermava l’ammissione al master😉. Allora ero addirittura contento.
Spišská Kapitula è una cittadina proprio di fronte al castello, fortificata e mai più ingrandita dal medioevo. Così è rimasta nella sua forma e carattere originari: un seminario, una chiesa, quattro mura. Quando sono entrato nella chiesa una guida stava facendo un tour con due slovacchi e si è offerta gentilmente ad illustrarmi qualcosa, in inglese, non appena avrebbe finito con gli altri. Gentilissima e si è fatta pagare pure una miseria (non mi ricordo bene ma dev’essere stato qualcosa come mezzo euro).
Di tutta la gita, la cosa più divertente è stata la tratta in treno fino al castello. Ho scritto treno? In realtà era più un bus sulle rotaie😉. Guardate le foto per credere. E alcune stazioni non avevano nemmeno il marciapiede!

20.07.2002: Košice – Starý Smokovec – Štrbské pleso – Tatranská Lomnica – Starý Smokovec

Un’altra zona naturalisticamente notevole della Slovacchia sono i Vysoké Tatry, gli alti Tatra, una sotto catena dei Carpazi. Tendenzialmente la parte più interessante della catena dovrebbe essere quella polacca, ma nel mio programma ci stava solo quella slovacca😉. Non so come sia a Zakopane, ma a Starý Smokovec e dintorni è stato favoloso! Il tempo non era bellissimo e per la prima volta durante il mio viaggio mi sono messo jeans e felpina… Il trenino che mi ha portato sulle montagne era bellissimo: moderno, con display informativi e con annuncio in slovacco, tedesco e inglese. Insomma, laddove il turismo c’è gli slovacchi si sono dati davvero tanto da fare!
Indimenticabile è stata comunque Tatranská Lomnica: aspettando il treno per Starý Smokovec mi sono seduto presso un baretto che trasmetteva solo musica americana anni ’50… una malinconiaaa…

21.07.2002: Starý Smokovec – Brno
Uno degli spostamenti più lunghi che ho fatto durante l’Interrail (viaggi notturni esclusi) è stato proprio questo: sono partito il mattino di buon’ora dagli Alti Tatra e sono arrivato a Brno, in Moravia, solo nel tardo pomeriggio. In effetti ho attraversato tutta la Slovacchia, su una tratta di certo non velocissima, ho cambiato treno a Bratislava e poi mi sono diretto in Repubblica Ceca.
Brno è una città straordinaria: non è assolutamente affollata di turisti, ma è davvero piacevole ed incantevole da visitare. C’è anche un castello molto carino, dello Špilberk, dove ho scoperto che è stato tenuto prigioniero Silvio Pellico😉. Un altro luogo storico è a pochi kilometri da Brno, ovvero la città che una volta si chiamava Austerlitz, teatro della vittoria napoleonica più considerevole. Purtroppo però non sono arrivato fin lì perchè senz’auto è un po’ difficile da raggiungere.
A Brno ho anche soggiornato nell’ostello peggiore della mia vita: l’unico posto di tutto il viaggio in cui non mi sono fatto una doccia per non uscirne più sporco di prima😀.
In definitiva non sono rimasto molto a lungo a Brno perchè il mattino seguente mi attendeva un altro lungo viaggio… Comunque ho poi avuto una piccola occasione per rivisitarla più a fondo.

22.07.2002: Brno – Český Krumlov
Effettivamente io non avevo inserito Český Krumlov nel mio piano, ma visto che ad Olomouc non avevo trovato nessun alloggio ho deciso quasi all’ultimo momento di dirigermi verso questa piccola cittadina nella Boemia Meridionale.
E perfortuna ho cambiato i miei piani!
Český Krumlov è sicuramente la città più bella della Repubblica Ceca dopo Praga (o alla pari? beh è un po’ difficile confrontare un villaggio con una città). Sorge su un’ansa della Moldava ed è rimasta così piccola come nel periodo rinascimentale quando fioriva di ricchezza ed arte. Le stradine, le case, il castello sembrano usciti da una favola, ma sono veri! Spero di poterci ritornare un giorno😉.
A completare il quadretto perfetto anche l’ostello era meraviglioso…

23.07.2002: Český Krumlov – Praha
È stato difficile lasciare Český Krumlov, così difficile che al mattino della partenza per Praga mi sono intrattenuto a parlare con i ragazzi danesi che avevo conosciuto nell’ostello e mi sono dimenticato del tempo che passava e che mi avrebbe fatto perdere il treno😉.
Bisogna sapere che Český Krumlov non è lontanissima da Praga, ma bisogna cambiare a České Budějovice (dove si fa la Budweiser, per intenderci) e le coincidenze sono pessime: se avessi perso quel treno avrei impiegato secoli per raggiungere la capitale ceca. Un altro problema era la grande distanza tra il centro di Český Krumlov e la stazione che stava addirittura sulla cima di una collina. Ora, non so come ho fatto, ma in 15 minuti mi sono fatto tutto il pezzo con lo zainotto in spalla (e pure le gambe) e ho preso il treno per un pelo😉.
Tornare a Praga dopo 5 anni è stato bellissimo… Non pensavo che la città mi potesse sorprendere ancora una volta e addirittura più della prima visita.

24.07.2002: Praha – Litoměřice – Terezín – Praha

Ma a Praga non avrei visitato molto a lungo, la mia intenzione era quella di scoprire un po’ i suoi dintorni. Così sono andato col treno fino a Litoměřice, una carina città rinascimentale, dove ho preso il bus per la vicinissima Terezín.
Terezín è uno di quei luoghi resi tetri dalla pazzia omicida nazista. Ma non si tratta di un luogo che ha ospitato un campo di concentramento bensì di un paesello-ghetto-prigione costituito da due fortezze di epoca rinascimentale. La prima, più grande, era il ghetto dove tutti vivevano al limite della normalità, tanto da poter ingannare gli ispettori della Croce Rossa. La seconda, più piccola, una vera prigione di passaggio prima del definitivo trasferimento in un campo di concentramento. Verso la fine della guerra, però, la prigione era diventata un vero e proprio campo di morte e nel ghetto non era rimasto quasi più nessuno. Ironia della sorte, poco prima che l’orrore finisse, con i nazisti in fuga, a Terezín scoppiò un’epidemia di tifo che rese il processo di liberazione molto più lento e delicato che altrove.

25.07.2002: Praha – Kutná Hora – Praha
Un’altra cittadella davvero meravigliosa nella Repubblica Ceca è Kutná Hora. Inizialmente avevo deciso di andarci solo per visitare una chiesina nella frazione di Sedlec in cui tutto l’arredamento interno è costruito utilizzando ossa di defunti per peste.
Un po’ deluso per lo spettacolo macabro, ma alla fine poco interessante, che ho trovato a Sedlec mi sono diretto verso il centro storico di Kutná Hora.
Poichè in epoca rinascimentale qui si trovava una miniera d’argento, la città si è abbellita di splendidi palazzi, chiese e monumenti. Poi l’argento è finito e con esso anche il sogno di Kutná Hora di rivaleggiare con Praga. Ora è possibile passeggiare tranquillamente per le sue viuzze, ammirare il paesaggio circostante e visitare le vecchie miniere. Merita una visita!

26.07.2002: Praha – Kraków
Prima di lasciare la Repubblica Ceca mi sono concessso una giornata intera a rivisitare tutti i luoghi più interessanti di Praga. Tendenzialmente volevo fare una gita a Karlštejn, ma poi ho capito che se anche avevo già visitato Praga una volta non mi potevo perdere l’occasione per rinfrescare la memoria🙂.
La sera poi sono partito dalla stazione centrale di Praga per andare a Cracovia col treno notturno. Si trattava del mio primo viaggio notturno di tutto l’interrail e non è stato facile prepararmici😉. Innanzitutto ho rischiato di non trovare posto nella cuccetta (così mi aveva detto una tipa alla biglietteria, che forse non aveva capito un tubazzo), poi, dopo aver trovato posto, sono stato assalito dalla paura di essere derubato dagli zingari in qualche fermata intermedia mentre dormivo… Questa paura non doveva poi essere così ingiustificata perchè qualcuno ha sprangato le porte con le scale dei letti a castello🙂. Nel mio stesso compartimento c’erano un canadese, un tedesco, un altro tizio di cui non ricordo la nazionalità e due russi che andavano a Mosca. Con i primi tre ragazzi ci siamo organizzati per andare nello stesso ostello e visitare insieme la città. Alla fine ci siamo comunque divisi visto che loro volevano dormire di giorno e andare a divertirsi la sera, io invece… vabbè lasciamo perdere😉.

27.07.2002: Kraków – Wieliczka – Kraków
Almeno un’escursione l’abbiamo fatta insieme, a Wieliczka dove ci sono delle miniere di sale, patrimonio dell’UNESCO. La gita è stata interessantissima ed è stato bello essere così tanto sottoterra ad ammirare come i minatori si fossero trasformati in architetti e scultori del sottosuolo.

28.07.2002: Kraków – Oświęcim – Kraków
Sarei dovuto andare anche ad Oświęcim con gli altri della cuccetta, ma come ho detto sopra volevano dormire🙂. Avevo anche trovato l’unico italiano di tutto il viaggio la sera prima e anche lui mi ha dato buca.
Oświęcim forse non dirà molto a nessuno di voi, ma il nome tedesco Auschwitz probabilmente sì. Purtroppo non ho le foto che ho fatto nel campo di Auschwitz e di Birkenau perchè non mi è stato possibile digitalizzarle. Molto altro non mi va di dire riguardo questa gita… se vi interessa sapere di più guardate qualche post molto vecchio.
Sul treno di ritorno per Cracovia mi è pure capitato di perdere il mio cellulare, sbadatamente lasciato sul sedile del treno nella stazione Plaszow (quella del film Schindler’s List per intenderci). Appena mi sono accorto della mia stupidità ho cercato disperatamente di ritrovare il telefonino. Alla fine, dopo difficoltà linguistiche e tanta fortuna, ce l’ho fatta🙂. Di sicuro l’aneddoto più famoso del mio viaggio… Alla faccia di chi dice che i polacchi rubano qualunque cosa🙂.

29.07.2002: Kraków – Gdańsk
Prima di partire per Gdańsk, in un certo senso l’ultima tappa del viaggio, ho dedicato una giornata a visitare Cracovia e le sue bellezze. La piazza del mercato dove avevo già passeggiato qualche giorno prima, il castello del Wawel, il ghetto ebraico a Kasimierz… Semplicemente meravigliosa…
La sera sono poi partito per il nord della Polonia con un altro treno notturno.
Gdańsk, dove è cominciata ufficialmente la seconda guerra mondiale, ricca città della lega anseatica, è qualcosa di diverso da molte città polacche o dell’est europeo. Mi sembrava di stare più a Copenhagen (anche se allora non ci ero già stato e ora posso dire che Gdańsk è decisamente più bella) o in qualche altra città del nord. È stato bellissimo passeggiare per le sue strade, andare al porto e guardare i bellissimi e coloratissimi palazzi. Ma alla fine ero anche abbastanza esausto dopo quasi un mese di viaggio ininterrotto… Così mi sono sbattuto poco e ho dormito invece molto🙂.

31.07.2002: Gdańsk – Malbork – Gdańsk
Mi sono comunque concesso un’ultima gita, a Malbork, dove ha sede il castello dei cavalieri teutonici. Si tratta del castello in mattoni più grande del mondo ed è davvero una struttura imponente ed elegante al tempo stesso. Un inno al medioevo🙂. Peccato che allora non conoscessi una parola di tedesco che mi avrebbe aiutato a leggere qualche didascalia e a saper qualcosa in più della sua storia.

01.08.2002: Gdańsk – Berlin
Con la fine di luglio è finito anche il mio viaggio nell’europa orientale ed, esausto, mi sono messo su un lentissimo treno in direzione Berlino per andare da Jens per qualche tempo.
Il viaggio da Danzica è stato noiosissimo: non ce la facevo più a stare in giro da solo ed avevo voglia di riposarmi un poco e in compagnia.

02.08.2002: Berlin – Köln
Giusto una notte per riprendere le forze su un letto vero ed ecco che mi ritrovo di nuovo su un treno, un lussuoso ICE tedesco, per Colonia. Ero eccitato all’idea di conoscere due amici di Jens e speravo di visitare una città interessante.
Purtroppo sono stato deluso🙂. Su tutti i fronti. Colonia inizia e finisce con il suo bellissimo ed imponente duomo nero e gli amici di Jens… beh… lasciamo perdere😉. Poi è stato uno shock per me tornare nella vita occidentale e soprattuto a spendere per il mio sostentamento in qualche giorno più o meno la stessa cifra che avevo speso in due settimane di viaggio nell’europa dell’est.

06.08.2002: Köln – Berlin
Dopo qualche giorno di agonia finalmente tornavo a Berlino e il mio viaggio finifa ufficialmente con la fine della validità del biglietto interrail🙂.

Com’è finita?
Meraviglioso! Tutto quello che ho visto e vissuto. Se non fosse stato per qualcuno che doveva partire per New York per qualche anno sarei rimasto ancora qualche settimana a Berlino😉
Rincasando coll’aereo (finito l’interrail il treno è tornato a diventare quasi di lusso) via Parigi, mi sono catapultato improvvisamente in un paese dove tutti parlavano la mia lingua madre ed erano pazzi per le Las Ketchup…

3 Responses to “Interrail”

  1. Bellissime le foto e bellissimo il tour. Cavolo, c’è una foto in cui sei magrissimo, quasi irriconoscibile!

  2. e’ vero! e’ scioccante!!!

  3. Vorrei ben dire! Ero affamatissimo!!!🙂.

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